Non mi piace concentrarmi, per questo motivo odio giocare a scacchi. Tuttavia, ero stato sfidato, e non potevo rifiutare il duello. Quando ragiono contro la mia volontà inizio ad agitarmi, lo si può facilmente intuire poiché muovo ripetutamente o una gamba o le mani. Non giocavo a scacchi da tanto tempo, e avevo paura di perdere. Non potevo perdere! L’avversario era bravo, infatti per tutta la durata della partita mi ha bastonato alla grande, mangiandomi tantissime pedine. Figlio di puttana! Ma non potevo mostrarmi agitato, nonostante intorno a noi si fosse formata una folla di curiosi, alcuni dei quali mi facevano pressione bocciando le mie mosse, e ripetendomi che avrei perso. In effetti, stavo perdendo. Ricordo che il piede destro si muoveva così velocemente che avevo paura che si staccasse. Volevo alzarmi e scappare via e smettere di sopportare tutta quella pressione. Poi, avevo notato una cosa, e così l’ho detta al mio avversario. “Potevi battermi in due mosse, hai sbagliato mossa”. Speravo di averlo scoraggiato, anche se in realtà non era importante, poiché dalla noia e dalla agitazione avevo deciso di chiudere la partita; in tre mosse, ho mangiato tutte le pedine che erano rimaste al mio avversario, e qualche mossa dopo l’ho chiuso in uno scatto matto. Tutti erano sbalorditi, non potevano credere che sarei riuscito a ribaltare così velocemente la partita. Bene, questa è la storia di come ho battuto a scacchi la mia cuginetta di undici anni.