c'è chi mi odia senza conoscermi
Io non so odiare, ma la realtà è che l’uomo è un’animale che se non odia si sente quasi soffocare. Purtroppo, troppo spesso capita che le persone scarichino su di noi le loro frustrazioni ma, stupido io, mi meraviglio ancora. Sì, dopo ventidue anni. Anzi, dopo ventidue anni da napoletano. A quanto pare, ho letto in giro, che c’è ancora chi pensa che noi qui, a Napoli, ci spariamo come nel far west, e che questa cosa ci piace davvero tanto.
A fine luglio andai a una festa di compleanno in un ristorante. Bevvi, così tornai a casa a piedi, in compagnia di qualche altro ragazzo, e ragazza, che conobbi la sera stessa. Ci sedemmo su di un muretto non lontano da casa mia, a parlare e ridere. A un certo punto passarono due ragazzini, di forse undici anni. Tra di noi c’era una ragazza un po’ ubriaca, disse ad alta voce “Ma i ragazzini girano ancora a quest’ora?”. Il ragazzino disse “Perché non ti fai i cazzi tuoi?”. Insomma, si scherzava, ma loro non la presero bene. Comunque, continuarono a camminare. Finché, la tipa continuò e disse “Daii, che scherzavo!”. Questi, ormai di spalle e lontani, si guardarono, annuirono, e poi si incamminarono verso noi, mentre aprivano i loro coltellini a serramanico. Non ero l’unico ragazzo presente, e sapevo che, in una possibile rissa, non sarei stato solo. Il punto era parare il culo alla ragazza, perché questi le andarono vicino e le chiesero “Ripeti ora”, mentre le mostravano bene il coltello. Nessuno parlò, così io dissi “Dai, si scherzava, posa quel coso” quindi l’altro mi disse “Sta zitto o ti ammazzo”. Sono un tipo tranquillo, un coccolone, un ragazzo silenzioso e introverso, ma molto irascibile verso queste cose, e tremavo dalla rabbia, e quasi scattavo e mi alzavo. Quel cretino aveva sì e no undici anni, e il fatto che possiede ancora le dita lo deve alla fortuna che quella sera c’erano delle ragazze presenti (una mi strinse forte per cercare di non farmi alzare). Se ne andarono senza dire altro. Comunque è vero, come dicono i coglioni che ripudiano i napoletani, io quella sera mi divertii davvero tanto a vedermi puntare un coltello da uno che mi arrivava neanche al cazzo.
Mi hanno fatto rapine con ogni tipo di arma; coltelli, minacce di linciaggio, una volta con una pistola, e pensate anche con una limetta per le unghie. Ma sì, mi sono sempre divertito, è vero. La volta più divertente fu quando mi rapinarono il 23 dicembre, quando tornavo a casa con i regali di natale per la mia famiglia. Si portarono via le buste senza sapere il contenuto.
Ho letto, dopo la divulgazione del video in cui ammazzano quell’uomo a cielo aperto, che noi napoletani ignoriamo la degradazione che c’è nella nostra città. Che nel frattempo andiamo allo stadio e mangiamo la pizza, e basta. E’ vero, confermo. A noi piace molto avere il coprifuoco a una certa ora, non girare soli - non in certe zone ma - sotto casa nostra la sera, e vedere un ragazzino che ci punta il coltello e ci minaccia di morte, quando lo stesso non sa neanche cosa sia la morte, ma gli sembra un divertente gioco.
Volete sapere chi incolpo? Le istituzioni, il governo. Quel coglione di Bossi, a esempio, con le sue leggi contro gli extra-comunitari, ha fatto capire che ci sono delle classi diverse di essere umani. Il così detto fascismo. L’Umberto che ci disprezza per non si sa quale inutile motivo (ogni cattiveria è dettata dalla noia), ma che ha sposato una figa siciliana perché sono alte e belle e more. Quindi non meritiamo di essere italiani a meno che non abbiamo una figa tra le gambe? Non lo so, è una domanda retorica, perché cos’ha da rispondere quella merda testa di cazzo non mi interessa. Il punto è che se tu fai capire a un criminale che non è controllato, e che anzi controlla, lui si sente la libertà di fare ciò che vuole. E la fa. E qui non parliamo di Napoli in sé, ma del mondo. Però al governo questa cosa non la capiscono, o la ignorano davvero bene. E’ troppo facile incolpare un cittadino comune - che cosa può fare? - di qualcosa in cui non ha scelta. E’ come dire, poiché Bossi è una testa di cazzo, che tutti i leghisti lo sono. Uhm, esempio sbagliato.
Quello che neanche io ho tollerato è la signora, nel suddetto video, che passa sopra il cadavere. Neanche a me la cosa è andata giù, e pensate cosa?, sono napoletano come lei. Allora non è una questione di città? Io pensavo che tutti i napoletani fossero menefreghisti, degli ignoranti che sanno parlare solo in dialetto. E invece a quanto pare non è così. Dietro questa idea contorta si mettono anche ‘telegiornali’ come Studio Aperto, che aprono con notizie di un “rapinatore del sud scippa una povera signora anziana malata terminale che andava barcollando a ritirare la pensione”, con tanto di collegamenti in diretta di un giornalista che io guardo e gli chiedo “Ma davvero ti senti giornalista?”. E’ questo ciò che fanno, incitano alla paura. Non uscire di casa, non andare a Napoli, ma scopati le fighe del sud perché hanno un bel culo.
Una volta discussi della questione sud con, uhm, un’amica. Era il periodo in cui c’era il picco dell’emergenza rifiuti, e lei, giustamente a parer mio, mi chiese “Perché dovremmo pagare noi più tasse perché voi non riuscite a gestirvi i rifiuti?”. Ancora qui, io cittadino comune non avevo risposta da darle. Come succederà con l’inutile ponte sullo stretto, si ‘mangiarono’ i soldi degli appalti sui rifiuti, finendo con il riempire le strade degli stessi perché, guardandosi tra di loro, si chiesero a vicenda “Non li dovevi ritirare tu?”. Lei però disse (e qui si vede la differenza tra l’intelligenza e l’ignoranza fascista) “Vabbè che voi a Napoli siete un po’ messi all’angolo. Qui, a esempio, c’era un periodo in cui le vecchiette per protestare contro le strade che puzzavano di piscio buttavano i sacchetti dei rifiuti dalle finestre. E nessuno, ai tempi, ne parlò. Perché? Perché questa è una città turistica”. Ed è vero: succede a Napoli è prima pagina, succede altrove significa che è una notizia che possiamo anche non dire.
Come ci siamo noi napoletani - e in generale i suddisti -, ci sono poi gli extra-comunitari, le persone di colore e gli arabi (che sono tutti terroristi). Io lo dico: molti napoletani sono teste di cazzo, e dove vanno là distruggono tutto. Ma vuoi vedere che non abbiamo il monopolio? Vuoi vedere che vogliono boicottare l’idea che in fondo, per colpa loro, l’Italia è ormai tutta così? Solo che come sempre ci dimostriamo un paese fascista di vecchi pisciasotto, e quindi ci leghiamo a cliché fascisti. Per fortuna - loro - persone che mi giudicano solo per dove non ho deciso di nascere non ne conosco una.